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VIOLA NORME ANTICOVID E SICUREZZA SUL LAVORO, SALONE PARRUCCHIERE MULTATO E CHIUSO

Titolo di giornale, fatto di cronaca, sempre più aziende si ritrovano nel rischio che succeda nella propria attività.

I carabinieri, insieme ai colleghi del nucleo ispettorato del lavoro, hanno ispezionato il salone di parrucchiere riscontrando alcune violazioni relative alle informazioni sui rischi anti-contagio e sul comportamento da mantenere, su modalità di accesso, precauzioni igieniche personali, distanziamento, gestione di spazi comuni, misurazione della temperatura al personale impiegato e sulla cartellonistica informativa dedicata ai fornitori. Sono poi state riscontrate altre violazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Al termine del sopralluogo sono state contestate le violazioni penali ed amministrative per un importo complessivo di quasi € 81.261 ed è stata disposta la chiusura provvisoria delle attività d’impresa per cinque giorni. I carabinieri hanno infatti accertato anche mancanze nell’attuazione dei protocolli di gestione dell’emergenza Coronavirus. Non c’era la prevista cartellonistica, né presidi per l’igienizzazione delle mani o qualsiasi altro adempimento idoneo a prevenire la diffusione del virus.

VIOLAZIONI:

Violazioni in materia di Sicurezza sul Lavoro:

  • omessa la nomina di un medico competente, la verifica di idoneità al lavoro dei dipendenti. Omessa l’informazione e la formazione dei lavoratori.
  • Omessa anche la formazione delle squadre di emergenza (antincendio e primo soccorso) e del Datore di Lavoro come RSPP
  • Mancanza dei protocolli di gestione dell’emergenza Coronavirus (cartellonistica, punti di igienizzazione, mancanza di altri adempimenti idonei a prevenire la diffusione del virus)

SANZIONI

  • Chiusura delle attività per cinque giorni
  • Sanzioni penali e amministrative per un importo complessivo di quasi €81.261,00

 

 

COSA SI POTEVA FARE – SISTEMA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DELLA TUA ATTIVITÀ

Violazione omissione nomina Medico Competente, Violazione verifica idoneità al lavoro dei dipendenti

Le aziende, nella persona del datore di lavoro o comunque nella persona del rappresentante legale, sono tenute alla nomina del medico competente aziendale nei casi previsti dal D. lgs. 81/08, quindi, la nomina, non è sempre obbligatoria.

L’obbligatorietà scatta nel momento in cui i lavoratori siano esposti a rischi elevati quali, ad esempio, quello chimico, rumore, vibrazioni, movimentazione manuale carichi, esposizione ad amianto, piombo, agenti pericolosi.

In questo caso un salone di parrucchiere necessita la nomina del Medico Competente del Lavoro in quanto si utilizzano prodotti chimici e il personale sta spesso in piedi (a volte per tutto il turno di lavoro) con movimenti ripetitivi agli arti superiori.

Le patologie più frequentemente riscontrate nei parrucchieri, in riferimento agli agenti chimici, sono rappresentate da affezioni a carico della cute (dermatiti da contatto) e dell’apparato respiratorio (rinite ed asma bronchiale).

 

Violazione informazione e Formazione del personale dipendente

Tutti i lavoratori devono seguire un percorso di formazione e informazione sui rischi dell’attività lavorativa (formazione generale e specifica). Il datore di lavoro è tenuto a fornirla a proprie spese e nell’orario di lavoro.

Violazione corso Squadre di Emergenza (Antincendio e Primo Soccorso)

Queste figure devono essere presenti in ogni azienda in numero variabile a seconda delle dimensioni e del numero di lavoratori. Anch’essi devono ricevere una formazione per poter ricoprire tali ruoli, aggiuntiva a quella descritta precedentemente

Violazione di assenza protocolli emergenza Coronavirus

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida, che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività e relative sanzioni fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Quali sono i protocolli condivisi?

Al momento in cui scriviamo il riferimento principale è il DPCM 2 marzo 2021, dove le misure restrittive per le attività di produzione raccomandano:

  • il massimo utilizzo, ove possibile, della modalità di lavoro agile o da remoto da parte dei datori di lavoro privati, ovvero che le attività professionali siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • che siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • che siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • che siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie previsti da normativa, protocolli e linee guida vigenti;
  • che siano incentivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
  • che sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali rispettino i contenuti del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri e il protocollo condiviso nel settore del trasporto e della logistica

 

CONCLUSIONI

Ennesimo caso in cui, pur essendo nel 2021, ci dispiace leggere che ci sono attività che non rispettano minimamente le regole di sicurezza previste. In questo caso con sanzioni sicuramente impegnative per il tipo di attività. Non possiamo pensare che le sanzioni siano spropositate rispetto al tipo di reato, in quanto possono portare alla chiusura dell’attività. U>n imprenditore che oggi dimostra di non aver fatto nulla per la sicurezza (non parliamo poi del Coronavirus) forse merita di non essere un imprenditore per sé, per i propri collaboratori e per i suoi clienti.

Non avere il proprio personale dipendente formato e informato sulle procedure di sicurezza, non avere i corsi base antincendio e primo soccorso, non aver fatto nulla per contrastare il Coronavirus nonostante la Pandemia che stiamo vivendo, mette in luce la difficoltà del sistema Italia di far capire che certe cose non sono più ammissibili.

Un imprenditore per definirsi tale deve #organizzare la propria azienda. Sicuramente per il business, ma non è giustificato tralasciare sicurezza sul lavoro, prevenzione incendi, privacy, … Un’azienda organizzata è sicuramente più efficiente, ma per farlo (nel periodo storico che stiamo vivendo) deve avere un metodo di lavoro che tenga in considerazione la #tecnologia disponibile, l’#organizzazione adatta al proprio business e soprattutto le #persone che entrano a qualsiasi titolo all’interno dell’azienda

 

Per questo noi diciamo: La Sicurezza sul Lavoro ti uccide (se non sai come si fa)

 

#safetybusinessman

#metodotop

 

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