Da oggi 04/10/2018 il ministero dell’Ambiente mette al bando la plastica, avviando così in modo concreto il progetto #IO SONO AMBIENTE

Il lite motive è: riduzione, recupero, riciclo, rigenerazione e riuso. Tutte azioni da progettare e realizzare in modo che nella quotidianità i nostri gesti siano più consapevoli.

Puoi scaricare i documenti della campagna:

Intanto si è proceduto ad installare dispense d’acqua alla spina eliminando così tutte le bottigliette di plastica dai distributori automatici. Intanto il Ministro Costa sta lavorando a due leggi per ridurre la plastica monouso e gli imballaggi. Da quando è iniziato il tutto ci sono già state molte adesioni di Comuni, Regioni, Università, Prefetture, Associazioni, Catene di supermercati, … Sul sito de Il Fatto Quotidiano (clicca QUI per andare a leggere l’articolo) potete leggere tutto il dettaglio

Finalmente un progetto interessante per l’ambiente che va nella direzione di salvaguardare il nostro pianeta e non solo le regole. Sia chiaro: non sono contro la plastica, tutt’altro. Secondo me però ci è un po’ sfuggita di mano. Meritevole di averci concesso un benessere diffuso dagli anni 50 in poi, non possiamo demonizzarla. Come faremmo senza la plastica, per esempio per mangiare nelle nostre sagre? Come faremmo per i nostri elettrodomestici, o meglio, quanto costerebbero di più se non fossero di plastica?

E’ quindi innegabile il valore (anche economico) della plastica.

Non si può accettare però che per la quantità e la cattiva gestione di ognuno di noi si siano create isole vere e proprie, che galleggiano negli oceani fatte di plastica (semplice immondizia). Plastica ovviamente che non è biodegradabile e che crea grossi problemi all’habitat circostante. Ormai il problema ha assunto dimensioni mondiali, in quanto non è solo del mondo cosiddetto civilizzato. Il problema è diventato di tutti. Il 5 giugno l’OCSE ha denunciato apertamente il problema (leggi QUI) e ormai è risaputo che ci sono oasi naturali deturpate dalla plastica che causa la morte della fauna che crede di ingoiare cibo (che i succhi gastrici non potranno mai digerire)

Non è ancora stata trovata LA soluzione, quella che risolve tutto. Chi pensa a lavorare a monte con la produzione di plastica più biodegradabile, chi a raccoglierla meglio e riciclarla di più. Sicuramente al momento bisogna intervenire su tutti i fronti

Ai posteri l’ardua sentenza

 

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