L’ATTIVITÀ DI INDAGINE E VIGILANZA PER IL MONITORAGGIO DEI FATTORI DI RISCHIO SUL LAVORO – I° PARTE

Per tutti gli operatori della prevenzione degli infortuni sul lavoro, l’esigenza di analizzare statisticamente gli infortuni mortali sul lavoro nasce dalla necessità di individuare le circostanze che determinano gravi incidenti sul lavoro, per poter stabilire, di conseguenza, quali misure di sicurezza attuare per evitare l’infortunio sul lavoro.

 

  IL SISTEMA PRE.VI.S: PREVENZIONE, VIGILANZA E SOLUZIONI

 

Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP), sul versante della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, mira al contrasto degli infortuni e delle malattie professionali anche attraverso la miglior conoscenza dei rischi e dei danni da lavoro.

In tale cornice, sono stati realizzati negli anni due progetti sostenuti dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del Ministero della salute e coordinati dalla Sezione Sistemi di sorveglianza e gestione integrata del rischio del DI.M.E.I.L.A. INAIL in collaborazione con le Asl di Regioni e Province Autonome.

L’obiettivo era quello di estendere la conoscenza sulle criticità negli ambienti di lavoro, partendo dalle informazioni derivanti dalle attività di vigilanza e di indagine delle ASL. Tale approccio è stato sviluppato integrando i dati di Infor.Mo sui fattori causali rilevati nelle indagini di infortunio (analisi post-evento) con il nuovo sistema Pre.Vi.S, che monitora le condizioni di non sicurezza evidenziate durante i sopralluoghi negli ambienti di lavoro (analisi pre-evento).

Nel primo progetto, dal titolo “Il Sistema Infor.Mo per la sorveglianza dei fattori di rischio infortunistico e per la programmazione degli interventi di prevenzione”, è stato condotto lo studio di fattibilità per la definizione del modello di rilevazione e di analisi Pre.Vi.S attraverso la raccolta delle violazioni e delle prescrizioni degli anni 2014 – 2016 delle Asl collaboranti (mostrate in Figura 1).

Successivamente, con il progetto “L’approfondimento dei fattori di rischio lavorativi e l’individuazione delle soluzioni per le aziende attraverso le attività di vigilanza e assistenza da parte delle Istituzioni”, è stato effettuato lo studio pilota per l’applicazione del modello Pre.Vi.S attraverso la rilevazione e l’analisi dei verbali di prescrizione redatti negli anni 2017 e 2018 dagli ispettori.

 

Figura 1  – Le aziende sanitarie partecipanti allo studio di fattibilità e alla sperimentazione del modello Pre.Vi.S

Fonte INAIL – Dipartimento, epidemiologia, igiene del lavoro e ambiente

 

 

L’integrazione tra i sistemi permette di avere a disposizione maggiori informazioni attraverso l’utilizzo di modelli standardizzati che valorizzano il patrimonio informativo a disposizione dei Servizi di Prevenzione delle Asl, con l’obiettivo finale di favorire, sia sul versante pubblico che sul versante delle imprese, l’individuazione e la programmazione di efficaci interventi di prevenzione per la salute e sicurezza dei lavoratori.

In sostanza, si coniuga la sorveglianza degli eventi dannosi (la mancata prevenzione) con il monitoraggio dei fattori di rischio (pre-evento), attraverso un approccio sia reattivo che proattivo, consentendo una conoscenza più ampia dei problemi che caratterizzano la ‘piramide della sicurezza’ (Figura 2).

 

Figura 2  –  La piramide della sicurezza

Fonte INAIL – Dipartimento, epidemiologia, igiene del lavoro e ambiente

 

STRUMENTI E METODI

 

Per l’avvio del sistema Pre.Vi.S si è proceduto allo studio preliminare delle informazioni che emergono dai sopralluoghi svolti dai tecnici di prevenzione delle ASL che effettuano l’accertamento dello stato di fatto dell’azienda o del cantiere e controllano le condizioni di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Nel caso di violazioni l’ispettore redige uno specifico verbale di prescrizione in cui descrive quanto accertato e richiede il ripristino delle condizioni di sicurezza. Le informazioni contenute in tali verbali, private dei dati sensibili, costituiscono la fonte del sistema.

È stato, quindi, sviluppato un database per l’acquisizione informatizzata dei dati e la successiva analisi tra le diverse variabili previste dal modello. I contenuti dell’archivio sono dedicati al miglioramento dell’efficacia delle attività di vigilanza e della capacità di adeguarsi correttamente alla norma da parte degli imprenditori.

 

Il modello Pre.Vi.S è costituito da due sezioni. La prima riguarda i dati presenti nei verbali di sopralluogo redatti dagli UPG e negli archivi gestionali utilizzati dalle Asl:

  • codice del sopralluogo, utilizzato per distinguere i verbali redatti a nome di più soggetti durante lo stesso sopralluogo;
  • motivazione del sopralluogo, definito secondo le modalità organizzative e programmatiche di ogni servizio Asl;
  • attività economica dall’azienda ispezionata, ricondotta al codice Ateco 2007, e relativa dimensione per classi di addetti;
  • soggetto contravventore, responsabile della violazione riscontrata e che ha ricevuto la relativa sanzione;
  • articolo/i violato/i, in riferimento al d.lgs. 81/2008 e s.m.i.

 

La seconda sezione si concentra sulle informazioni che emergono dalla descrizione di quanto accertato e prescritto durante il sopralluogo. Tali informazioni sono riclassificate in modo sistematico secondo le seguenti tre variabili:

  • fattore di rischio, ovvero la specifica problematica riscontrata in azienda relativa all’articolo violato e oggetto di prescrizione;
  • famiglia dei pericoli, si riferisce all’ambito a cui è direttamente collegato il fattore di rischio individuato;

 

  • intervento prescritto, riguarda lo specifico intervento necessario a ripristinare le condizioni di sicurezza.

 

In particolare, le modalità della variabile fattore di rischio, riportano i problemi di sicurezza già codificati con Infor.Mo, a cui è stata aggiunta una specifica voce per gli aspetti gestionali, per cogliere le problematiche relative ai processi e agli adempimenti aziendali per la gestione della salute e sicurezza (ad esempio: valutazione dei rischi, vigilanza, formazione, sorveglianza sanitaria, nomine, autorizzazioni, ecc.). I macro-fattori tecnici, procedurali e gestionali sono così rappresentati da 26 modalità riguardanti l’ambiente di lavoro, le attrezzature, i materiali stoccati e in lavorazione, le procedure lavorative e l’ambito gestionale dell’azienda (Elenco 1).

ELENCO 1 I FATTORI DI RISCHIO
TECNICI01. Parapetti, armature e protezioni degli ambienti di lavoro11. Altro elemento ambientale
02. Presenza di materiali ingombranti/disordinati12. Caratteristiche dei materiali
03. Presenza di elettricità13. Stoccaggio di oggetti e materiali
04. Presenza di liquidi, gas, vapori14. Trasformazione dei materiali
05. Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro15. Assetto: carenza nelle componenti strutturali
06. Percorsi e vie di transito16. Assetto: problemi alle protezioni
07. Segnaletica17. Altro problema di Assetto (presenza di elementi pericolosi, attrezzatura non idonea all’uso, mancanza di attrezzature)
08. Rumore, vibrazione ed altri agenti fisici18. Funzionamento
09. Microclima dei luoghi di lavoro chiusi24. Inadeguatezza strutturale o deterioramento di DPI
10. Agenti atmosferici25. DPI non fornito
PROCEDURALI20. Uso errato di attrezzaturaGESTIONALI26. Aspetti gestionali (valutazione dei rischi, vigilanza, formazione, sorveglianza sanitaria, nomine, autorizzazioni, …)
21. Uso improprio di attrezzatura
22. Sequenza lavorativa scorretta
23. Uso errato o mancato uso (ma disponibile) di DPI

Fonte INAIL – Dipartimento, epidemiologia, igiene del lavoro e ambiente

 

La famiglia dei pericoli indica l’ambito cui è collegato il fattore di rischio riscontrato con la violazione. Corrisponde alla classificazione del modulo n. 2 allegato alle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi emanate con il Decreto Interministeriale 30 novembre 2012, costituita da 25 voci.

L’intervento prescritto, a sua volta, è strutturato secondo tre aree, tecnica, procedurale e gestionale, nella logica delle misure volte a migliorare gli aspetti dell’organizzazione dei luoghi e delle attività di lavoro in azienda, per un totale di venti modalità classificatorie, alcune delle quali prevedono un ulteriore livello di approfondimento. In particolare, le modalità dell’area gestionale consentono di avere una lettura più dettagliata della voce 26 della variabile fattore di rischio sopra descritta.

Il modello Pre.Vi.S si caratterizza per l’approccio multifattoriale, consentendo di registrare più fattori di rischio, con conseguenti interventi, che emergono dall’accertamento e dalla prescrizione per ogni articolo violato. Tale approccio permette di valorizzare tutte le informazioni presenti nei verbali redatti dagli UPG, al fine di analizzare i dati raccolti in fase di vigilanza allo scopo di fornire elementi utili a indirizzare interventi mirati di prevenzione.

L’archivio dei dati è sviluppato e gestito da Inail DIMEILA in collaborazione con Regioni e Province Autonome. Il sistema si basa su una rete di Servizi di prevenzione dislocati sul territorio. Nella costruzione della rete si è puntato a seguire esperienze europee che, per i sistemi di sorveglianza, si basano su centri selezionati piuttosto che sul coinvolgimento di tutte le strutture operanti su scala nazionale, come avviene nel sistema Infor.Mo.

Le informazioni contenute nei verbali di sopralluogo sono trasmesse dalle ASL attraverso il software sopra descritto e successivamente riclassificate dai ricercatori Inail DIMEILA secondo le variabili che costituiscono la seconda sezione del modello. Per tale classificazione sono state stilate e condivise, nell’ambito dei due progetti dedicati a Pre.Vi.S, specifiche linee guida per l’applicazione del modello.

 

L’ORGANIZZAZIONE DELLA RETE PER L’ANALISI DEI FATTORI DI RISCHIO

 

La banca dati Pre.Vi.S ad oggi è costituita da oltre 12.000 violazioni pervenute da 18 ASL di 10 Regioni e Province Autonome per il quinquennio 2014 – 2018. I dati riportati nelle tabelle dei capitoli seguenti si riferiscono al biennio di rilevazione 2017 – 2018 (studio pilota) per un totale di 6424 violazioni che evidenziano 7938 fattori di rischio.

Le analisi condotte evidenziano la capacità del modello Pre.Vi.S di ottenere informazioni di dettaglio sui diversi fattori di rischio rilevati in fase di sopralluogo, in particolare quelli legati agli aspetti gestionali. Come si può osservare dalla Figura 4, il Sistema Pre.Vi.S integra le conoscenze sui fattori di rischio che vengono analizzati con il Sistema di sorveglianza degli Infortuni mortali e gravi Infor.Mo, offrendo un monitoraggio ampio sulle criticità riscontrabili nei luoghi di lavoro.

 

Figura 4 Pre.Vi.S: Fattori di rischio lavorativi

 

Fonte INAIL – Dipartimento, epidemiologia, igiene del lavoro e ambiente

https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-previs-sistema-monit-fattori-rischio.pdf

 

 L’articolo proseguirà con la descrizione nella prossima uscita bimestrale

Rimanete connessi! 😇😇😇