RSPPDal D.lgs 626/94 in poi e ancora di più con il D.lgs 81/2008 e smi si è reso necessario per le aziende valutare la nomina di un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) con capacità e requisiti adeguati. Tutte le aziende nella figura del Datore di Lavoro devono individuare il proprio RSPP (tutte le aziende escluso i lavoratori autonomi senza dipendenti)

La normativa permette di scegliere più strade. Ufficialmente sono tre:

  1. il Datore di Lavoro nomina sè stesso
  2. il Datore di Lavoro nomina un dipendente (o comunque un soggetto interno diverso da sè stesso)
  3. il Datore di Lavoro nomina un esterno in quanto non ci sono le risorse interne

Nel primo caso, è sufficiente che il Datore di Lavoro (se non ha già i requisiti) partecipi ad un corso di formazione della durata da 16 a 48 ore in base al settore ATECO di attività

Nel secondo e nel terzo caso, la persona che assume l’incarico deve avere gli stessi requisiti. A differenza del Datore di Lavoro, sono necessari 3 corsi di formazione:

  1. Modulo A di 28 ore (corso Base)
  2. Modulo B di 48 ore (corso tecnico) comune a tutti i settori
    • Per alcuni settori sono previsti dei corsi aggiuntivi:
    1. Modulo B-SP1 di 12 ore per Agricoltura e Pesca
    2. Modulo B-SP2 di 16 ore per Cave e Costruzioni
    3. Modulo B-SP3 di 12 ore per Sanità residenziale
    4. Modulo B-SP4 di 16 ore per Chimico e Petrolchimico
  3. Modulo C di 24 ore (corso professionalizzante)

In alcune tipologie di aziende è previsto che il Datore di Lavoro non può svolgere direttamente il ruolo di RSPP. In alcune è necessario anche che sia interno.


Nelle piccole e medie imprese negli ultimi anni si è diffusa la necessità di avere come RSPP un professionista esterno, che svolgendo l’incarico tenga aggiornata l’azienda sulle necessità di adeguamento alla normativa, coordini o eroghi la formazione, … ai sensi dell’art 33 del D.lgs 81/2008 e smi

Questa esigenza ha creato l’opportunità per una nuova professione in quanto non è solo il classico professionista consulente che ti dice cosa vuole la norma ed eventualmente interviene dal punto di vista tecnico. Ormai si può parlare di “RSPP 2.0” cioè un professionista che oltre ad avere competenze tecniche come previsto dal Dlgs 81/2008 ha la necessità di competenze comunicative, di problem solving e formative. In pratica (interno o esterno che sia) al RSPP è richiesto di sapere gestire direttamente tutte le attività necessarie, coordinando a volte anche altre professioni (commercialista, consulente del lavoro, elettricisti, idraulici, manutentori, …)

 

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